Lo scioglimento dei ghiacciai

L’impatto ambientale dello scioglimento dei ghiacciai

23 febbraio 2021

Il surriscaldamento globale è un tema che, col passare degli anni, ha acquisito sempre più rilevanza a causa dei continui peggioramenti a cui è soggetto.

Nel 2007 uno dei campanelli d’allarme che ha attirato l’attenzione di tutti. In una sola settimana la calotta artica ha visto crollare uno dei suoi ghiacciai grande quasi due volte la Gran Bretagna creando così una riduzione significativa della banchina polare che ha raggiunto un preoccupante minimo storico.

Effetti sui territori

Molti esperti hanno provato a stimare o prevedere i danni che questa crisi climatica potrebbe generare nei vari territori. Secondo Robert Corell, presidente dell’ Arctic Climate Impact Assessment, entro il 2030 il Polo Artico sarà completamente sciolto lasciando così senza habitat migliaia di specie animali che non possono soprvvivere a condizioni climatiche diverse da quelle presenti in quella zona. Secondo i calcoli di Corell inoltre, dato che il ghiaccio si sta sciogliendo 2 metri ogni ora, in questo secolo potremmo passare dai 18 cm ai 2 m di livello del mare. La preoccupazione maggiore dello scienziato però è legata alle zone abitate che, di questo passo, diventeranno invivibili. In particolare le due zone più a rischio sono la Groenlandia e la Cina.

Per quanto riguarda l’ex colonia danese, lo scioglimento dei ghiacciai sta causando scosse telluriche date dal crollo di tonnellate di ghiaccio che, di questo passo, potrebbero portare al totale scioglimento dell’isola glaciale con un conseguente innalzamento del livello del mare fino a 7 metri.

Riguardo la repubblica popolare invece, la situazione potrebbe compromettere più di un territorio in quanto i ghiacciai dell’altopiano del Tibet-Qinghai alimentano i fiumi asiatici più importanti come l’Indo, il Gange, il Mekong, il Fiume Giallo ecc. i quali sono responsabili dell’irrigazione dei campi di riso e frumento di quelle zone. Se si dovessero sciogliere, verrebbero meno migliaia di villaggi rurali oltre che la produzione di uno dei prodotti più caratteristici di quel territorio.

Il peggior epilogo

Se queste stime fossero corrette, il surriscaldamento globale poterebbe prima ad un collasso climatico e successivamente politico. Questo perchè, l’inabitabilità di alcuni territori provocherebbe senza dubbio dei flussi migratori verso zone più sicure creando però così una trappola demografica.

Questa viene intesa come una concentrazione di persone, in zone che non sono state colpite dai cambiamenti climatici e che possono dunque offrire loro le risorse che sono venute meno a causa dello sbalzo termico. Tuttavia, queste zone sicure non avrebbero abbastanza risorse per poter soddisfare sia la popolazione locale che i cosidetti “migranti climatici”, generando così una lotta per la sopravvivenza in cui prevale l’individualismo.

Per evitare che ciò accada dunque è necessario rispettare quanto più possibile il proprio ecosistema cercando di attuare una routine sostenibile che limiti il proprio impatto ambientale sul pianeta.